Lettera alle Famiglie - PARROCCHIA SFARANDA

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Lettera alle Famiglie

 

MARZO 2017

« NELL’UMILE ABITA DIO
E CRESCE L’UOMO NUOVO!»
Carissimi,
la Chiesa svolge efficacemente la sua missione oggi, se sa custodire l’umiltà, come ci ricorda il Santo Padre Papa Francesco.
L’umiltà è certamente frutto di esercizi continui, ma solo in seguito alla contemplazione del vero volto di Dio, come lo abbiamo visto in Gesù. L’umiltà è una condizione che cresce in noi “per contagio”: più lasciamo che il Signore Gesù abiti in noi, più sentiamo crescere la dignità e la grandezza umana nei nostri tratti e nelle nostre relazioni.







Gesù, infatti, “pur essendo Dio, non considerò un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo,… umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte… di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli diede il nome che è al di sopra di ogni altro nome” (Fil 2, 1-11).
Anche Maria, la Mamma santissima di Gesù e nostra, ci insegna che l’umiltà consiste nel far posto a Dio, che guarda con compiacimento “l’umile sua serva” perché in Lei può fare le “grandi cose” che ha in cuore per noi e poi farla risplendere fino al punto che “tutte le genti la chiameranno beata!”.
In Gesù, Maria e i Santi possiamo vedere che l’umiltà, oltre a sconfiggere la superbia madre di tutti i vizi e peccati, innalza l’uomo fino alla beatitudine.
Con la mia benedizione    
Ignazio Vescovo


 

LA GIOIA DEL VANGELO

Papa Francesco ci ha affidato l’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium (La gioia del Vangelo) come guida per la vita spirituale e per la missione pastorale con cui annunciare il Vangelo a tutti. In questa pagina offriremo alcuni insegnamenti del S. Padre che ci tornano utili al cammino di fede e di rinnovamento che stiamo attuando in Diocesi.

UNA MADRE DAL CUORE APERTO   (EG 46-49)
In questa parte dell’Esortazione Apostolica il Papa presenta la Chiesa che sogna. Con il termine “Chiesa” non intende solo la Gerarchia (Papa, Vescovi, preti), ma l’intera comunità dei battezzati.
La Chiesa “in uscita” è una Chiesa con le porte aperte. Uscire verso gli altri per giungere alle periferie umane non vuol dire correre verso il mondo senza una direzione e senza senso. (…).
 La Chiesa è chiamata ad essere sempre la casa aperta del Padre. Uno dei segni concreti di questa apertura è avere dappertutto chiese con le porte aperte. Così che, se qualcuno vuole seguire un mozione dello Spirito e si avvicina cercando Dio, non si incontrerà con la freddezza di una porta chiusa. Ma ci sono altre porte che neppure si devono chiudere. Tutti possono partecipare in qualche modo alla vita ecclesiale, tutti possono far parte della comunità, e nemmeno le porte dei Sacramenti si dovrebbero chiudere per una ragione qualsiasi. Questo vale soprattutto quando si tratta di quel sacramento che è “la porta”, il Battesimo. L’Eucaristia, sebbene costituisca la pienezza della vita sacramentale, non è un premio per i perfetti ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli. Queste convinzioni hanno anche conseguenze pastorali che siamo chiamati a considerare con prudenza e audacia. Di frequente ci comportiamo come controllori della grazia e non come facilitatori. Ma la Chiesa non è una dogana, è la casa paterna dove c’è posto per ciascuno con la sua vita faticosa.
 Se la Chiesa intera assume questo dinamismo missionario deve arrivare a tutti, senza eccezioni. Però chi dovrebbe privilegiare? Quando uno legge il Vangelo incontra un orientamento molto chiaro: non tanto gli amici e vicini ricchi bensì soprattutto i poveri e gli infermi, coloro che spesso sono disprezzati e dimenticati, « coloro che non hanno da ricambiarti » (Lc 14,14). Non devono restare dubbi né sussistono spiegazioni che indeboliscano questo messaggio tanto chiaro. Oggi e sempre, «i poveri sono i destinatari privilegiati del Vangelo», e l’evangelizzazione rivolta gratuitamente ad essi è segno del Regno che Gesù è venuto a portare. Occorre affermare senza giri di parole che esiste un vincolo inseparabile tra la nostra fede e i poveri. Non lasciamoli mai soli.
Usciamo, usciamo ad offrire a tutti la vita di Gesù Cristo. (…)Se qualcosa deve santamente inquietarci e preoccupare la nostra coscienza è che tanti nostri fratelli vivono senza la forza, la luce e la consolazione dell’amicizia con Gesù Cristo, senza una comunità di fede che li accolga, senza un orizzonte di senso e di vita… « Voi stessi date loro da mangiare » (Mc 6,37).






ESPERIENZE

Il trascorso 17 dicembre papa Francesco ha compiuto 80 anni!
In quest’occasione, memori e sempre grati a Dio del dono di un papa venuto “dai confini del mondo”, abbiamo voluto prepararci in maniera diversa alle festività del Santo Natale di nostro Signore Gesù Cristo, inaugurando proprio quel giorno tutta una serie di iniziative che avevano lo scopo di farci comprendere che i nostri fratelli che vengono da lontano sono un dono, una risorsa, uno sprone alla carità e non, come spesso sentiamo dire, un peso, un pericolo, una minaccia. Le festività natalizie sfarandine, quindi, si sono connotate quest’anno di un colore latinamericano, facendoci scoprire le nostre radici comuni (radici cristiane) con popolazioni molto lontane da noi per cultura e mentalità, oltre che geografia, ma non per fede. Il Natale sìcu-latinamericano di Sfaranda 2016 ha avuto inizio proprio il 17 dicembre con la bella e gioiosa festa in cui Los tres Reyes, i re Magi, in viaggio verso Betlem, hanno portato doni ai bambini di Castell’Umberto intera. In quell’occasione, inoltre, ci siamo divertiti in un gioco tipico sia dell’America latina che della Sicilia (entrambi domini aragonesi nel 18° secolo): il gioco delle piñatas – pignateddi da rompere per condividere, come difficili ma possibili da rompere sono i muri che ostacolano ogni condivisione umana. In serata, un momento commovente ha interessato l’intera comunità: l’arrivo del Quadro della Vergine Guadalupana, accompagnata in fiaccolata sino in Chiesa per la Novena, cui è seguita l’agape fraterna con sapori sìcu-latinamericani. Nei giorni seguenti, alla novena liturgica in chiesa si è aggiunta quella per le case, coi bambini che hanno inscenato la rappresentazione sacra settecentesca chiamata in Sicilia “U viaggiu dulurusu” che ha il suo corrispettivo in America latina nella Posada (locanda, albergo).
Da fuori i ragazzi, da dentro casa gli adulti, tutti insieme abbiamo cantato il canto della posada:
FUORI
Nel nome del Santo Cielo
vi chiedo di farci entrare
non può più camminare
la mia sposa amata.
Non essere inumano
ma pio e generoso
e Dio misericordioso
ti ricompenserà.
La mia sposa Maria
del cielo è la regina:
il giorno si avvicina
di partorire il Verbo Divin.
Iddio a voi ripaghi
la santa carità
e di felicità
colmi il cielo la vostra casa.


DENTRO
Questo non è un albergo
vedi di proseguire.
Certo non posso aprire
a un ladro, a un furfante.
Ti dico vattene via
e più non molestare.
Se tu mi fai arrabbiare
ti potresti fare male!
Ma allora sei tu Giuseppe?
e la tua sposa è Maria?
Venite in casa mia!
Non vi ho riconosciuti.
Ricca è quella casa
che ogni giorno accoglie
Giuseppe e la sua moglie
la dolce Vergin Maria.

ENTRINO I SANTI PELLEGRINI, PELLEGRINI CHE OGGI ACCOLGO IN CASA MIA!
PER PICCINA CH’ESSA SIA, CH’ESSA SIA. GRANDE E’ IL CUOR CHE AMERA’
CANTIAMO INSIEME IN ALLEGRIA, IN ALLEGRIA, NON SMETTIAMO DI PENSAR
GLI STRANIERI CHE CI CHIEDON DI OSPITARE, SONO ANGELI DEL CIEL.

Maria e Giuseppe, insieme a tanti pastorelli, son andati in giro a cercar ospitalità, come costretti dalla vita purtroppo devono fare oggi rifugiati e immigrati: le nostre porte però si sono aperte e Maria e Giuseppe han così benedetto le nostre case. Questo riesce a produrre l’accoglienza: Perseverate nell’amore fraterno. Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo! (Lettera agli Ebrei 13, 1-2)!







1 marzo MERCOLEDI’ DELLE CENERI
DIGIUNO (DI ALMENO UN PASTO) E ASTINENZA DALLE CARNI
ORE 17.00  Confessioni e “Quaranta minuti” di adorazione eucaristica in riparazione dei peccati
ORE 17.40  Santo Rosario
ORE 18.00      Santa Messa con imposizione delle ceneri

3 marzo PRIMO VENERDI’ DEL MESE
Ore 17.00   Consacrazione al Sacro Cuore di Gesù e seconda meditazione
Ore 17.40 Via Crucis
Ore 18.00     Santa Messa


4/11/18/25 OGNI SABATO DI QUARESIMA
marzo   ORE 15.30 Catechismo dei ragazzi di Seconda e Terza
media e dei ragazzi di Prima superiore
ORE 17.00 Santa Messa prefestiva per i bambini di Quarta
e Quinta elementare

10/17/24/31 OGNI VENERDÌ DI QUARESIMA
marzo  ORE 17.00  Confessioni e “Quaranta minuti” di adorazione
   eucaristica in riparazione dei peccati
Ore 17.40 Via Crucis
Ore 18.00     Santa Messa


FESTEGGIAMENTI IN ONORE DI MARIA SS.MA ANNUNZIATA
22-24 marzo TRIDUO DI PREPARAZIONE
 ORE 17.30 Santo Rosario meditato (venerdì 24 Via crucis)
Ore 18.00  Santa Messa
25 marzo VIGILIA DELLA FESTA (MEMORIA LITURGICA)
Ore 17.30 Santo Rosario cantato
Ore 18.00 Santa Messa dei fanciulli e offerta dei voti
 Al termine: incoronazione della Madonna

26 marzo FESTA DI MARIA SS. ANNUNZIATA
 Ore 8.00  Sparo di bombe
 Ore 11,15 Solenne celebrazione eucaristica
 Ore 15.00 Giro del Gonfalone della Madonna
 Ore 15.30 Processione del simulacro della Vergine Annunziata



 
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